Photographic history of the Tallone press - Storia fotografica della Casa Editrice Tallone - Alberto Tallone Editore

PHOTOGRAPHIC HISTORY OF THE TALLONE PRESS

Descendant of one of the most creative Italian families, Alberto Talone (Bergamo 1898- Alpignano 1968) grew up in a fervent artistic environment. His mother, Eleonora Tango was a poetess and his father Cesare a renowned painter, portraitist of Queen Margherita and professor of painting at the Brera Academy in Milan, who had among his most affetionate pupils, Carlo Carrà and Giuseppe Pellizza da Volpedo. Alberto Tallone inaugurated a new path into the aesthetics of 20th-century fine books, elaborating slender pages illustrated exclusively by types, in sharp contrast with the imposing rationalist perspectives of illustrated and decorated books which favoured images over texts, reduced to a pretext. When founding his press, Alberto Tallone aimed to give a physical shape to human thought. He wanted to select the perfect typeface for each literary masterpiece and to arrange it on the page in the most appropriate way for those who were going to read it. He thought that format, layout, type of paper and ink, binding colour etc. all contributed to “illustrate” a text (Chiara Nicolini, Form and Function, Illustration, 48, London, 2016).


STORIA FOTOGRAFICA DELLA CASA EDITRICE TALLONE

Discendente da una delle più creative famiglie italiane, Alberto Tallone (Bergamo 1898- Alpignano 1968) è figlio della poetessa Eleonora Tango, nobildonna di origine napoletana, e del pittore Cesare, professore di disegno all’Accademia di Brera, maestro di Carlo Carrà e Giuseppe Pellizza da Volpedo e ritrattista di S. M. la Regina Margherita. Alberto seppe aprire una nuova via all'estetica del libro di cultura del Novecento, elaborando pagine illustrate dai soli caratteri entro formati estremamente slanciati, in netta controtendenza con lo stile allora imperante, vocato alle imponenti prospettive razionaliste e alla moda del libro illustrato e decorato che, privilegiando le immagini, aveva ridotto il testo a pretesto e la tipografia a riempitivo. Decise così di trasferire al libro il proprio gusto per la "tipografia pura", secondo cui la bellezza delle pagine stampate nasce dalla disposizione dei neri e dei bianchi, dalle proporzioni dei margini e degli spazi pneumatici, dalla disposizione e dalla scelta dei caratteri, considerati la migliore illustrazione del libro in accordo con la lezione del sommo Bodoni.